E' morto Nelson Mandela. Ma il suo sogno di un mondo arcobaleno vive
* *«Se il mondo potesse avere un solo padre, quel padre sarebbe di sicuro Nelson Mandela». Lo disse durante un suo concerto Peter Gabriel e queste parole basterebbero a rendere l'idea del perché questa sera, e finché non ci sarà l'ultimo saluto ad uno dei più grandi eroi del XX secolo, sarà lutto mondiale.
Nelson Mandela ha salutato tutti a 95 anni. Dopo una vita intensa come poche. Dopo una miriade di battaglie. Tutte vinte. Ha vinto l'Apartheid in Sud Africa. Ha convinto tutti che è possibile sconfiggere il razzismo, senza essere ammanettati al rancore e all'odio verso i propri carnefici. Non poteva vincere sulla morte. E così se n'è andato Madiba. Alle 20.50 del 5 dicembre 2013, in pace, nella sua casa di Johannesburg.
«La nostra nazione ha perso il figlio più grande, la nostra gente ha perso il suo padre" ha detto il presidente del Sud Africa Jacob Zuma. «É stato l'esempio di tutta la mia vita» ha detto Barack Obama.
Eroe della pace. Il ribelle che ha resistito alla vendetta. La persona più influente del Novecento. Il campione dell'uguaglianza. Un gigante di giustizia.
L'uomo che di fronte alla corte di Pretoria, interamente composta da bianchi, che lo condannava all'ergastolo nel 1964, disse: «Ho coltivato l'ideale di una società democratica e libera nella quale tutti potessero vivere uniti in armonia e con pari opportunità. É un ideale per il quale spero di poter vivere e che spero di ottenere. Ma se necessario è un ideale per il quale sono pronto a morire».
Poi passò i suoi successivi 28 anni in prigione a Robben Island, l'isola delle foche con vista su Città del Capo.
Quando il 13 febbraio del 1990, da uomo libero entro nello stadio di Soweto, sobborgo nero di Johannesburg, una folla incredibile riabbracciò il suo leader, lui decise di riprendere la guida dell'African National Congress per portare il Sud Africa alla pacificazione e alle prime elezioni a suffragio universale multirazziale della sua storia.
E Mandela vincerà anche quelle, diventando il primo presidente nero del Sud Africa. Da Castro ad Arafat, tutti i leader politici del globo vanno a Johannesburg per rendergli omaggio, un omaggio all'uomo che coltivava il sogno di una nazione arcobaleno. Per questo e per tante altre ragioni l'Onu ha deciso che il 18 luglio, giorno del suo compleanno, si possa celebrare il Nelson Mandela Day in onore per tutto quello che ha fatto in nome dell'uguaglianza e dell’amore per il prossimo.
Le ali della libertà avevano il suo corpo, il suo sorriso, il suo pugno destro chiuso e alzato a mezz'aria proprio a significare che il diritto degli uomini ad essere uguali e liberi e in armonia non aveva colori politici e nemmeno colori di carnagione. Ecco perché il mondo intero oggi si stringe in lutto.
Madiba é morto e ora il suo esempio non appartiene più a noi, ma alla Storia.

Gerardo De Fabrizio
(venerdì 6 dicembre 2013 alle 02:06)
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