Rugby e futuro: arrivano lenti da gioco e ovale che assegna la meta
* *Mentre il rugby irpino va in vacanza per godersi i pochi giorni di riposo che restano all’avvio della preparazione per i prossimi neonati campionati di C1 e C2, non si può dire lo stesso della macchina ovale internazionale, in perenne attività. L’ultima novità in ordine di tempo che arriva dal pianeta rugby si chiama 'Match XV' ed è il pallone che verrà usato per le partite della Coppa del Mondo in programma in Inghilterra nel 2015. L’ovale (nella foto), che verrà prodotto dalla Gilbert, è stato presentato ufficialmente giovedì e verrà già testato nelle prossime premiership inglese e top 14 francese, oltre che nei test match di avvicinamento delle nazionali ad ‘Inghilterra 2015’. “Si tratta della vetta nell’evoluzione delle palle da rugby”, ha fatto sapere il presidente dell’Irb Bernard Lapasset, riferendosi ad un ovale che come novità presenterà una superficie più morbida e con un maggiore grip per la presa. Ma come al solito il giudizio finale sul gradimento dello strumento tecnico spetterà ai giocatori.
Sempre a proposito di palloni da gioco c’è un’altra invenzione - che arriva dalle North Carolina State University e Carnegie Mellon University – che potrebbe addirittura rivoluzionare le modalità di assegnazione della meta. Si tratta di un ovale che presenta al suo interno un trasmettitore a bassa frequenza, il quale è in grado di tracciare l'intero percorso seguito dalla palla sul campo da gioco e di conseguenza risolvere in modo preciso quelle situazioni dubbie sull’assegnazione della meta. Il riferimento non va a quelle circostanze rocambolesche dove gli arbitri sono già supportati dal TMO, ma alle marcature in maul o a tutti quei frangenti in cui l’ovale viene schiacciato tra una selva di gambe e braccia. In questo caso infatti il TMO potrebbe non fornire una risposta poiché tutte le inquadrature potrebbero non cogliere l’istante decisivo, mentre la tecnologia del nuovo pallone potrebbe risolvere senza dubbi il dilemma. A questo punto sarà interessante verificare però se davvero il mondo del rugby sia attirato dall’introduzione di questo ritrovato del progresso.
L’ultima innovazione tecnologica che segnaliamo non riguarda il pallone da gioco ma si tratta di occhiali per i giocatori affetti da problemi alla vista. Stavolta a patrocinare il nuovo prodotto è il bel paese tramite i laboratori dell’azienda bolognese Raleri, che ha testato ed introdotto un paio di lenti già accettati come idonei dall’International Rugby Board di Dublino. Non si tratta di un’evoluzione di poco conto se si pensa che secondo la tradizione ovale classica ai rugbisti è proibito indossare occhiali da vista, tuttavia dopo mesi di verifiche i ‘Raleri Goggles’ – così si chiamano le nuove lenti della casa italiana – hanno convinto i vertici federali. Ben otto sono stati i prototipi testati prima di giungere al modello definitivo, una maschera in policarbonato con un telaio per montare le lenti da vista. Dall’inizio del 2014 gli occhiali da gioco hanno iniziato la loro sperimentazione sui campi da gioco di tutto il mondo. Per la fine dell’anno invece l’azienda bolognese stima di superare i duemila pezzi consegnati, mentre nello stesso periodo l’Irb esprimerà il verdetto definitivo sulla loro adozione. Pertanto, se nel frattempo non vi saranno intoppi, i primi occhiali da vista della storia del rugby onoreranno il made in Italy.
(sabato 16 agosto 2014 alle 16:19)
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