Rugby - Wolves, parla il presidente Cecere: "Sarà un anno esaltante"
* *Le vie che portano all’ovale sono infinite e multiformi. Ne è un esempio Walter Cecere, classe 1976, lo ‘zio’ dei Wolves Ospedaletto, che grazie ad un’amicizia nata in palestra molti anni fa e ad una vecchia passione per il rugby, si è ritrovato nell’arco di una sola stagione a fare il suo esordio come giocatore e a diventare da nemmeno due mesi il presidente della squadra dei tuttineri. Il tutto alla veneranda età di 38 anni. Una carriera lampo, apparentemente, per l’avanti ospedalettese, che alla terza stagione del sodalizio si ritrova ad essere il terzo presidente, dopo Zeccardo e Fusco, in una fase decisamente importante della vita della club. Dopo la parentesi estiva infatti le ostilità ripartiranno con la riforma dei campionati, che vedono i Wolves come unica rappresentante irpina nella neonata Serie C2. Si tratterà di un torneo nuovo, nel quale gli ospedalettesi saranno chiamati a confermare i progressi fatti registrare quest’anno, ma anche ad offrirne necessariamente di nuovi, sia a livello seniores che juniores. Impegni rilevanti, insomma, per i quali abbiamo chiesto al presidente Cecere di specificarne i crismi operativi, ma anche lo spirito con cui inizia questa avventura. Il tutto non senza aprire una finestra sulla C1, con gli auguri dello zio dei tuttineri ai cugini dell’Avellino Rugby per il fresco progetto intrapreso con il Salerno nella franchigia Due Principati.

Come nasce l’amore di Walter Cecere per il mondo del rugby?

Fin da ragazzo covavo la passione per questo sport. C’era la scintilla ma non poteva essere alimentata perché la nostra città non offriva strutture per praticare il rugby. Anche se sono di Ospedaletto le mie origini affondano infatti a Torrioni, in provincia di Benevento e vicino San Giorgio del Sannio dove la palla ovale è molto diffusa. Tutto ciò mi ha permesso di conoscere ed apprezzare questo sport fatto di forza fisica e spirito di gruppo. Nel frattempo venti di anni di palestra mi hanno permesso di conoscere anche Flavio Zefelippo (l’allenatore dei Wolves, ndr) e di diventare amici. Quando l’anno scorso i Wolves si sono trasferiti ad Ospedaletto è stato quindi naturale riavvinarci ed iniziare a giocare. E’ stata una bella stagione, nella quale nonostante l’età sono riuscito a presenziare a tutte le gare tranne alla trasferta di Torre. La cosa più importante che è nata è però il legame con la squadra, che mi ha subito adottato come una specie di fratello maggiore. Un ruolo che mi onora e che mi motiva a fare parte di questo gruppo”.

Ora che c’è anche la nomina a presidente del club gli impegni inevitabilmente cresceranno. Quali sono gli obiettivi personali di Cecere in veste di numero uno dei tuttineri?

Parto con la consapevolezza di avere alle spalle un gruppo di persone che ha fiducia in me, come testimoniano le 17 preferenze su 21 raccolte all’atto della nomina a presidente. E’ una certezza che mi incoraggia ma che mi responsabilizza pure. Sicuramente una delle priorità del mio mandato sarà quella di lavorare per aumentare il sostegno esterno al nostro club. Anche se pratichiamo il rugby a livello dilettantistico le spese di gestione sono tante ed è impensabile sostenerle tutte attraverso l’autotassazione, visto che peraltro il livello medio d’età della rosa è basso e molti atleti sono ancora degli studenti. Poi c’è la promozione della disciplina sul territorio, soprattutto a livello juniores. Qui bisogna scontrarsi con il pregiudizio culturale sul rugby. Spesso infatti non si comprende il reale spirito di questo sport. E’ vero, non è una disciplina adatta a tutti, non è semplice sul piano fisico, ma non è affatto così violenta come molti credono. Studiando le statistiche infatti si scopre che ci si infortuna molto meno che in altri sport, come ad esempio il calcio. L’opera di sensibilizzazione dovrà perciò partire prima sul piano culturale e poi su quello pratico”.

L’anno prossimo la squadra seniores affronterà il neonato campionato di Serie C2. Dopo i segnali positivi dell’ultimo scorcio dello scorso torneo cosa è lecito aspettarsi dai tuttineri?

Prima di pensare ai risultati sarà fondamentale consolidare il numero di presenze nelle partite. Se quest’anno abbiamo affrontato molte gare in emergenza, per la prossima stagione l’obiettivo dovrà essere quello di scendere in campo con la regolarità di una panchina di almeno cinque/sei elementi. E’ una condizione fondamentale per poter competere con avversari spesso più forti ed attrezzati. Inoltre il potenziamento della rosa va visto anche in ottica di crescita. Con il passare degli anni è indispensabile infatti garantire un ricambio generazionale e l’esperienza maturata in campo serve come formazione. Sul fronte più squisitamente agonistico il nostro scopo sarà quello di lavorare per ridurre il gap nelle prestazioni sia in termini di punti fatti che di punti subiti. Punteremo perciò a fare più mete e a registrare meglio la fase difensiva. L’anno scorso abbiamo giocato a viso aperto contro tutti e, anche se la vittoria non è arrivata, i frutti del lavoro in allenamento si sono visti nelle statistiche, che sono migliorate esponenzialmente rispetto alla stagione del debutto. Se cominceremo il campionato con lo stesso spirito con cui abbiamo chiuso quello scorso sono sicuro che il primo brindisi non tarderà ad arrivare. Ed in questo senso l’inserimento positivo dei nuovi innesti ci infonde ulteriore fiducia per un campionato ricco di soddisfazioni”.

Chiudiamo con i cugini ‘anziani’ dell’Avellino Rugby. Come va valutata la scelta di fondare una franchigia con Salerno per affrontare la Serie C1?

Gestire una franchigia è oneroso per tanti motivi. In più non è facile tenere unito un gruppo variegato e di diversa provenienza geografica. Ma questo i dirigenti di Avellino e Salerno lo sanno già, quindi credo che se si è assunta questa decisione è perché c’è un progetto ambizioso alle spalle. Se così è allora si è alimentata un’ottima idea, a maggior ragione se i Due Principati mireranno ad un campionato di vertice. Auguro loro perciò di disputare un buon torneo, e di puntare, perché no, alla promozione in Serie B”.

Eddy Tarantino
(venerdì 1 agosto 2014 alle 12:15)
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