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Pro Vercelli, Dai sette scudetti all’ascensore tra B e Lega Pro
* *Prima di campionato per l’Avellino di Massimo Rastelli. Al “Partenio-Lombardi” arriva la Pro Vercelli, neo promossa in Serie B. Se un neofita del calcio guardasse soltanto il palmarès delle due squadre direbbe che questa è una senza storia: sette scudetti vinti dai piemontesi. Così sarebbe stato all’incirca un secolo fa.
LA STORIA – La Società Ginnastica Vercelli nacque nel lontanissimo 1892, ma soltanto nel 1903 fu inaugurata una sezione per il calcio. Già 5 anni dopo, le “Bianche Casacche” riuscirono a partecipare alla Serie A dell’epoca e al primo anno a vincere da subito il primo scudetto della loro storia. La Pro Vercelli sconfisse Juventus, U.S. Milanese ed Andrea Doria per assicurarsi il trofeo. L’anno successivo i piemontesi misero subito in cascina il secondo scudetto consecutivo, battendo questa volta le blasonate Torino e Genoa. Negli anni successivi, fino al primo dopoguerra, la Pro Vercelli conquistò altre cinque vittorie in campionato. I piemontesi parteciparono alla Serie A fino agli anni trenta, quando esplose il talento dell’attaccante Silvio Piola, ancora oggi il giocatore che ha realizzato più reti in Serie A (290). Con la maglia bianca della Pro, Piola mise a segno 51 reti, per poi essere ceduto alla Lazio. La sua cessione fu il simbolo della caduta della squadra piemontese, che retrocesse in Serie B l’anno successivo, ponendo fine ad un ciclo vincente che non tornerà mai più. La storia della Pro Vercelli diventa anonima fino a pochi anni fa, quando nel 2012, sotto la guida del presidente Massimo Secondo, è riuscita a riconquistare la serie cadetta vincendo la finale playoff contro il Carpi per 3-1 grazie alle reti di Modolo, Iemmello e Malatesta. Da qui è iniziata una sorta di ascensore per i piemontesi che l’anno successivo non sono riusciti a mantenere la categoria, per poi riconquistare la Serie B la scorsa stagione, stavolta sconfiggendo nella finale playoff il Sudtirol. L’obiettivo per il 2014/2015 è quello di fermare questo andamento, e mantenere la categoria conquistando la salvezza.

LA SQUADRA – Sarà il giovane tecnico Cristiano Scazzola a guidare la Pro Vercelli verso l’obiettivo salvezza. L’allenatore nativo di Loano è stato vice-allenatore e poi coach della Primavera, prima di allenare la prima squadra. All’esordio in panchina, ha conquistato la promozione in Serie B, giocando un calcio poco spettacolare ma molto concreto, con un classico 4-4-2. La stella della squadra è Ettore Marchi, attaccante ex Sassuolo che ha realizzato ben 14 gol nello scorso campionato di Lega Pro. A fargli compagnia sono arrivati i nuovi acquisti Daniele Ragatzu (ex Cagliari e Verona) e Nunzio di Roberto (ex Cittadella e Varese). Saranno loro tre a dover segnare più gol possibili per evitare la retrocessione. Il capitano è Massimiliano Scaglia, terzino sinistro di esperienza che ha militato in Serie A con la maglia del Brescia. A completare il reparto difensivo sono arrivati anche altri esperti della categoria come Mohamed Coly e Michele Ferri. Da non dimenticare i titolari Francesco Cosenza, tra l’altro ex Avellino, e il talento dell’Under 21 italiana Matteo Liviero. In mediana due sono stati i nuovi arrivi, Kelvin Matute dal Crotone e Luca Castiglia dalla Juventus. Un mix di giovani talentuosi e di prospettiva con giocatori di esperienza, guidati da un tecnico 43enne che ha voglia di sfondare. La Pro Vercelli potrebbe sorprendere tutti gli addetti ai lavori. Questa la formazione ideale:
Russo, Liviero, Cosenza, Ferri, Scaglia, Scavone, Castiglia, Matute, Marchi, Di Roberto, Ragatzu.

LA TIFOSERIA – Non sarà di certo una tifoseria abituata a grandi palcoscenici, visto che soltanto gli antenati dei tifosi di oggi hanno potuto vivere i grandi fasti delle “Casacche Bianche”, ma la tifoseria Vercellese si fa rispettare. Negli ultimi anni l’entusiasmo per la squadra è andato in crescendo, e le presenze al “Silvio Piola” hanno superato anche le 3000 unità. La Curva Ovest è il settore più caldo del tifo piemontese, con molti gruppi organizzati che la popolano.
Tra questi ricordiamo i West Side, i Vercelli Front e i Diabolici Leoni. Il derby storico è quello contro il Casale, altra compagine molto forte nei primi del Novecento. Negli ultimi anni, però, il più sentito è il derby del Riso, che si gioca contro il Novara. Potrebbe essere riproposto quest’anno se gli azzurri dovessero essere ripescati in Serie B.

Aldo Pio Feoli
(giovedì 28 agosto 2014 alle 16:12)
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