Scandone tra "sidigassite" e conventicole avverse
* *I primi consigli sono un po’ come il primo amore, non si scordano mai. “L’articolo di guerra, mi raccomando, l’articolo di guerra”. Una collega più esperta era sempre lì a ricordarcelo: “Attieniti ai fatti”. Abbiamo sempre cercato di seguire il consiglio. Ma le informazioni fine a se stesse a volte non entusiasmano. Sembrano freddi numeri senza il fascino delle teoria e delle relative formulazioni. Dai fatti ricostruire scenari e valutare i moventi che hanno alimentato quelle azioni: questo ci sembra più interessante. Tecnica deduttiva e talvolta induttiva. Per intenderci: tra l’oggettività di Biagi e la passione ed il giudizio personale di Oriana Fallaci scegliamo Marco Travaglio. Non divaghiamo oltre. La stagione della Scandone non è ancora partita. Le polemiche quelle invece non hanno rinunciato alle ferie. La società ha comunicato il posticipo del raduno per consentire l’espletamento delle pratiche burocratiche ai cestisti in arrivo a valle di una campagna acquisti importante rispetto al panorama nazionale sebbene per larga parte non ancora ufficializzata.
LA "SIDIGASSITE" - Sgombriamo subito il campo dagli equivoci. Le critiche sulla farraginosità della macchina Sidigas rispetto ai tempi del basket sono più che condivisibili. Anzi sacrosante. Il caso Othello Hunter della scorsa estate è lì a testimoniare che l’approccio che si è seguito in passato, e che non accenna a mutare, può essere corretto in assoluto, ma nel caso specifico sicuramente non è il più appropriato. Manca la giusta calibrazione in termini di tempistica ed autonomia operativa. La Scandone sta rischiando in queste ore clamorosi autogol, la ripetizione del caso Hunter, per un modus operandi della casa madre Sidigas che non ha ragione di esistere nel basket moderno. Forse solo le condizioni di scarsa disponibilità economica dei competitor non hanno finora provocato danni. La “sidigassite” è una malattia così strana che qualche avvoltoio, in altri lidi, ha cominciato a spacciarla per qualcos’altro insinuando la possibilità di scenari nefasti. La chiusura delle pendenze della scorsa stagione, nonché le trattative definite con Banks ed Anosike, rappresentano le prime garanzie che ci vengono in mente per allontanare gli allarmismi senza contare le dichiarazioni della proprietà.
LE CONVENTICOLE - Da qui però ad evidenziare e sottolineare solo ed esclusivamente questo aspetto, facendo passare in secondo piano la bontà, almeno sulla carta, del lavoro svolto in sede di mercato, ci passa un fiume. Il fiume carsico di certi ambienti che continuano a scavare la loro subdola campagna denigratoria. E’ bene però fare un distinguo con le rispettabili critiche dell’appassionato. L’innamorato che è proteso sempre al meglio e che magari ha già sottoscritto l’abbonamento non può che trovare il nostro appoggio. Diverso il discorso relativo a certe conventicole in grado di far impallidire i governi ombra del Pci. Ci perdoneranno Rodotà ed altri esponenti della creatura di Achille Occhetto così come la loro specchiata moralità per l’irriverenza del paragone. Altre similitudini forse sarebbero state più appropriate. Gli appassionati dei "poliziotteschi" ricorderanno l’ “Anonima” del film “La polizia ringrazia” dove il commissario Bertone, interpretato da Enrico Maria Salerno, dà la caccia a questa oscura organizzazione eversiva nata nel cuore degli apparati dello Stato. Gli amanti della commedia invece ricorderanno il celebre monologo di Totò su “i vari ragioniere Casoria e compagni” ne “La banda degli onesti”.

Abbiamo difficoltà a coglierne i motivi. Forse qualche pifferaio incantatore non è riuscito ad ammaliare “casa Sidigas” con la sua melodia e la delusione è stata cocente.
A…SSUEFAZIONE - Più in generale 14 anni consecutivi in massima serie portano con sé una certa assuefazione. Il metro di giudizio finisce per variare anch’esso nel tempo in modo impressionante. Un tempo l’ambiente era in grado di accettare di buon grado una vagonata di cestisti modesti. Pronto a supportarli, talvolta anche oltre il lecito. Oggi invece il livello di attesa è differente e qualcuno è più incline a pontificare o addirittura a deragliare nello sfascismo. Su questo aspetto è mutato anche l’atteggiamento dei mass media locali. Eppure questa proprietà non è solita alzare il telefono per chiedere lumi sugli articoli appena pubblicati. In assenza del raduno, alle conventicole ed agli amanti del gossip e delle soap opera consigliamo “Un posto al sole” su Rai Tre: da stasera partono le nuove puntate.
LA CATARSI DEL CALCIO - Chi ha avuto la fortuna di vivere parte dell’epopea in serie A dell’Avellino calcio e la successiva parentesi in serie B ricorda bene l’evoluzione, o per meglio dire, l’involuzione dell’ambiente in quegli anni. Aspettative cresciute a tal punto che un quarto di finale di coppa Italia contro la Juve nel 1988 (massimo risultato mai raggiunto dall’US Avellino nella competizione) fu quasi snobbato con un Partenio semivuoto. Seguì la retrocessione drammatica a San Siro e gli anni del “noi siamo l’Avellino” e dei tanti calciatori bruciati da un ambiente che aveva smarrito la via dell’umiltà. Ci sono voluti almeno venti anni e tanta serie C per rigenerare quell’ambiente. Evitiamo lo stesso errore nel basket.
Massimo Roca
(lunedì 25 agosto 2014 alle 13:00)
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