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Festa: "Con Maggio può nascere il nuovo centro sinistra"
* *«Ciampi è un sindaco commissariato dal consiglio. Con Maggio ha vinto la discontinuità rispetto a chi rappresenta ancora la vecchia fallimentare esperienza amministrativa. Pronto a dialogare con Cipriano, Arace e pezzi di Pd per costruire una proposta rinnovata di centro sinistra in vista delle prossime elezioni». Gianluca Festa, capogruppo di "Davvero Avellino", a tutto campo.
Nella composizione del gruppo consiliare del Pd è rivenuta a galla la divisione congressuale, da una parte Lei dall'altra i decariani. La storia si ripete?
«Io partirei dagli aspetti positivi di quella riunione convocata dal segretario provinciale del Pd. Il primo è proprio il riconoscimento del ruolo di Giuseppe Di Guglielmo da parte di chi non aveva partecipato neanche al congresso che lo ha eletto. Il secondo è che tutti gli eletti del Pd si sono trovati intorno ad un tavolo e tutti hanno manifestato la voglia di fare un gruppo unico. Purtroppo le divergenze si sono palesate rispetto ai tempi di convocazione. Ora tocca al segretario provinciale trovare la forma per arrivare ad un gruppo unico. Credo che i margini per riuscirci ci siano ancora».
Intanto Lei l'ha spuntata sull'elezione di Ugo Maggio alla presidenza del consiglio. Qual è il dato politico che emerge?
«Chiaramente siamo molto soddisfatti dell'elezione di Maggio sia perché reputiamo che sia una persona valida in grado di essere, grazie al suo indiscutibile profilo, una figura di garanzia per l'intera aula, sia perché ha vinto la discontinuità rispetto alla fallimentare esperienza amministrativa di Paolo Foti. Con la vittoria di Maggio ha prevalso la voglia di chiudere definitivamente un capitolo e aver avuto la condivisione di un pezzo del Pd, più l'appoggio di Stefano Luongo di Insieme Protagonisti, del gruppo di Cipriano, di parte del centro destra e della sinistra di Arace, rappresenta sicuramente un successo politico. Ancora più significativo il fatto che l'elezione di Maggio è avvenuta senza i voti di demitiani e manciniani che si sono candidati ormai alla terza cocente sconfitta dal 4 marzo ad oggi».
C'è chi, è il caso di Preziosi, ha parlato di un nuovo fronte in consiglio composto da Lei, Cipriano e il centro destra. E' così?
«Innanzitutto mi ha molto sorpreso che Preziosi, in sede di elezione del presidente del consiglio, non abbia votato per la discontinuità, proprio lui che è stato uno dei più accaniti oppositori della vecchia amministrazione. Di sicuro avrà avuto le sue buone motivazioni. Detto ciò, senza voler illudermi, credo che una parte di coloro che hanno sostenuto la candidatura di Maggio, al netto di quelle forze distanti politicamente da noi, debba iniziare a ragionare in una cornice di centro sinistra capace di rinnovare la sua proposta politica, anche attraverso candidature coraggiose, per un progetto di assoluta e netta discontinuità rispetto a quanto fatto fino ad ora. Mi riferisco a parte del Pd, a Cipriano, alla sinistra di Arace, a Luongo che è vicino all'onorevole D'Agostino. Spero possa iniziare un dialogo costruttivo in prospettiva delle prossime elezioni amministrative».
Intanto "Davvero Avellino" come si comporterà in aula, farà da stampella al sindaco e alla sua amministrazione?
«Non sfugge a nessuno che la situazione creatasi al Comune è assolutamente anomala. C'è un sindaco che ha cinque consiglieri di maggioranza e 27 di opposizione, ma nonostante ciò ha il dovere di provare a governare facendo delle sue proposte. Non credo che ci sia qualcuno disposto a fargli da stampella d'altronde ci siamo candidati su fronti opposti con programmi differenti. Ma la domanda, essendo Ciampi un sindaco commissariato di fatto dal consiglio comunale andrebbe posta a lui. Cosa farà quanto l'aula gli proporrà decisioni che non condivide?»
C'è chi parla di un accordo tra Ciampi e parte del Pd, il cui primo segnale sarebbe arrivato proprio dal sindaco all'assemblea Alto Calore. E' così?
«All'Alto Calore si giocava una partita troppo grande e non voglio credere che Ciampi si sia comportato in quel modo per un accordo con parte del Pd. Voglio invece ascrivere il suo errore di abbandonare l'assemblea di cui lui aveva chiesto il rinvio, facendo così bocciare la sua stessa proposta, all'inesperienza politica, forse ad un'ingenuità ma in buona fede. Insomma sarebbe una follia se un sindaco 5 Stelle si abbassasse a tanto. Certo quello che è accaduto è un fatto ed è chiaro che se dovesse ripetersi, le cose cambierebbero. In quel caso tre indizi costituirebbero una prova». Rossella Fierro
(mercoledì 8 agosto 2018 alle 16:50)
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