Aree interne, l'alta Irpinia ci prova
* *Il Presidente della giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro ha incontrato i sindaci della comunità irpina a Nusco, presso la biblioteca Comunale. Numerosi i partecipanti, che hanno riempito ogni angolo della sala; molti quelli che non sono riusciti ad entrare e hanno atteso all’esterno.
Ad aprire il dibattito, il sindaco di Nusco, Ciriaco De Mita, che ha chiarito da subito ai partecipanti la sua intenzione di non candidarsi alla Provincia, screditando quanti pensavano il contrario: “Il ruolo di gestione non mi ha mai interessato, come la candidatura alla Provincia”, afferma De Mita, puntualizzando i temi centrali su cui i futuri sindaci dovranno concentrare le loro attenzioni: il ruolo del primo cittadino e l’importanza della comunità. “Il sindaco deve dialogare, parlare, discutere, ipotizzare soluzioni. Un Sindaco non si deve lamentare, deve proporre - sostiene De Mita – la politica deve rinnovarsi e lo fa se si rinnova nel pensiero, non eliminando chi ha pensato…il sindaco ha un ruolo rilevante, egli è il rappresentante della comunità e dei bisogni dei cittadini”. La conservazione della comunità viene prima di tutto, ed è per il sindaco di Nusco elemento imprescindibile da cui partire per ricostruire la società. Compito di un buon sindaco, è dunque, confrontarsi sul futuro facendosi carico e portavoce degli interessi dei propri cittadini. L’alta Irpinia, scelta come area pilota nell’ambito del programma nazionale per le aree interne, è la legittimazione dell’importanza, del valore intrinseco nonché delle potenzialità di questo territorio. E proprio su quest’ultime, come sottolinea il Presidente Caldoro, si deve puntare per ripartire: “ Prima di analizzare e di capire come agire e cosa fare – dice Caldoro – bisogna capire cosa stava facendo perdere all’Alta Irpinia la candidatura di area pilota…si aveva l’idea che in Irpinia, pur essendoci le condizioni, non c’era ancora la maturità del ‘fare sistema’ , una sorta di incapacità della comunità locale di diventare una comunità. La zone interne non sono espressione di marginalizzazione, siamo in deficit di crescita , ma ci è stata data un’opportunità”. Partire dalle difficolta, dunque, per trasformarle in potenzialità da cui generare ricchezza. La scelta di questi territori, è per Caldoro, una speranza per ricominciare, essere inseriti in un progetto nazionale, permetterà ai sindaci di attingere da risorse, di agganciare azioni e di fare scelte mirate di programmazione per far ripartire questo territorio. In sala erano presenti anche i sindaci di tutti i comuni dell’Alta Irpinia, e Giuseppe De Mita, il quale sottolinea sulla scia di Caldoro l’importanza di questo progetto: “L’Irpinia è stata scelta come centro di sviluppo, questo è un fatto certo – dice – ma non risolve i problemi, non cancella il passato, ma resta il risultato di un percorso” . Un percorso storico lungo e fatto di incertezze che ha portato alla scelta di un territorio ricco di potenzialità. “Tale percorso – prosegue Giuseppe De Mita – porterà a dei risultati solo se ci si concentra su due questioni: la prima è il grado di coesione associativa da parte dei comuni, se questo viene a mancare l’Alta Irpinia rischia la revoca del mandato come area sperimentale; il secondo è la Nuova Programmazione: i progetti del passato sono obsoleti e vanno rivisitati, inoltre è necessaria la nomina di un delegato delle aree interne che faccia da interlocutore con il territorio”. Non sono mancati nel corso del dibattito gli interventi dei sindaci, che hanno sottolineato la loro posizione sulla necessità di fare rete per gli interessi della comunità, e alcuni hanno avanzato , come Ferruccio Capone sindaco di Montella, la proprie perplessità sulle possibili trivellazioni in Irpinia. Sulla questione petrolio non ha preso posizione il Presidente Caldoro, rimandando la scelta sul da farsi alla comunità e ai propri rappresentanti.
Marina Gregorio
(sabato 30 agosto 2014 alle 01:50)
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