L'estate del villaggio è davvero finita
* *Siamo onesti: poteva andarci peggio. Nel momento in cui l’estate ha preso pieno possesso delle nostre giornate (metereologicamente per poco, purtroppo), abbiamo temuto seriamente di dover assistere al solito rito di stagione: l’incontinenza verbale dei politici nostrani. Di questi tempi, infatti, il clima favorisce il moltiplicarsi di “lectio magistralis” presentate sotto forma di interviste “sotto l’ombrellone” o chiacchierate in qualche altro ameno luogo, nel quale i protagonisti dispensano consigli e disegnano scenari immaginifici, tracciando la via per costruire le sorti magnifiche e progressive delle nostre comunità.
La preoccupazione, fondata, nasceva dal fatto che la storia ci ha insegnato che trattasi di propositi destinati a rimanere confinati nel limbo delle buone intenzioni, un po’ come le infatuazioni estive, un dolce ricordo appena la spiaggia o qualsiasi altro luogo di vacanza diventa qualcosa da guardare solo nelle fotografie. Non è stato così. E questo un po’ perché la politica di questi tempi non ha molto da dire, e nemmeno da promettere, un po’ perché l’attenzione dei lettori rispetto ai “sermoni” estivi non è più quella di un tempo.
Abbiamo così trascorso gran parte di agosto a discettare sui cartelloni estivi che potevano essere e non sono stati o sulla qualità e l’opportunità di talune feste di piazza (nel vero senso della parola) nelle quali chi ci amministra si è spinto a manifestare la propria disponibilità a pagarci, con soldi nostri, pizza e birra. Troppa grazia, non lo meritiamo e per fortuna hanno capito.
La politica è rimasta completamente ai margini allora? Beh, non esageriamo. Sarebbe stato difficile, anzi impossibile, tenerla fuori. Qualche “consiglio” è arrivato, del resto ci prepariamo ad un lungo periodo di appuntamenti importanti che culmineranno con le regionali della prossima primavera. Ed allora ecco presentarsi, uno via l’altro, il possibile campionario di soluzioni per la nuova Provincia, la situazione al Comune e le candidature alle regionali, passando per qualche ente ancora da rinnovare.
Il restyling a Palazzo Caracciolo è argomento molto dibattuto, anche perché il giorno del voto (12 ottobre) non è lontano e quello per la presentazione delle candidature (22 settembre) lo è ancor meno. Abbiamo già letto ed ascoltato le prime manifestazioni di interesse e i possibili scenari a queste collegate, con buona pace di quello che effettivamente dovrà essere la Provincia “riformata”. Va detto che la legge Delrio (quella che le trasforma in un ente di secondo livello) è allo stato orfana dei decreti attuativi (altro vizio tutto italiano), il che rende la riforma stessa un progetto ancora tutto sulla carta. Il Governo ha assicurato che arriveranno entro settembre e dunque sindaci e consiglieri comunali potranno recarsi al voto per eleggere il consiglio al cui interno sarà scelto il presidente.
Bene, ma per fare cosa? E per quanto tempo? La Provincia manterrà competenze importanti (strade, scuole, ambiente, trasporti) e dunque servirà un presidente il cui profilo sappia coniugare la capacità amministrativa e quella di interlocuzione con gli altri livelli istituzionali, prima ancora che soffermarsi sull’appartenenza a questa o quella forza politica. Manco a dirlo si è ragionato solo di questo aspetto (con annesso comma sulle alleanze possibili) nel festival agostano delle dichiarazioni su ciò che verrà.
Non solo. Se la riforma della Costituzione (nel nostro Paese il condizionale è sempre molto più che una variabile) andrà in porto, da qui a qualche anno le Province spariranno definitivamente e dunque il presidente eletto sarà da considerarsi veramente a tempo. Basterebbe questo per indurre candidati o presunti tali a più miti consigli, ma la storia di cui sopra ci viene nuovamente in soccorso per annunciarci che presto il terreno del confronto si trasformerà in altro e lo sport preferito diventerà quello di beccarsi come i capponi di Renzo. Ma tant’è, solo che in questo caso non è vero che dove c’è gusto non c’è perdenza.
Uno spazio se l’è ritagliato anche la situazione al Comune capoluogo dove la maggioranza in difficoltà dovrà superare, tra qualche settimana, lo scoglio del Bilancio. Anche in questo caso non sono mancati, da più parti, consigli, appelli, inviti al sindaco perché apra gli occhi, si renda conto della situazione ed agisca di conseguenza. Che la maggioranza sia in crisi oramai è cosa nota anche ai muri, ma le divagazioni agostane, nel caso di specie, sono andate ben oltre. Pare di capire, infatti, che pur senza una legge apposita, come per la Provincia, il Comune si sia già trasformato in un ente di secondo livello dove le maggioranze cambiano all’interno, senza tener conto del volere dell’elettorato. E non può non sorprendere che coloro i quali, non più tardi di un anno fa, sono stati bocciati dall’elettorato stesso si propongano adesso affermando di detenere la soluzione per ogni problema. Su questo aspetto ci siamo già espressi: niente pastrocchi. La maggioranza è quella uscita dalle urne. Se sarà in grado di andare avanti bene, altrimenti sindaco e giunta dovranno prenderne atto e riflettere sugli errori commessi.
E’ mancata invece, duole dirlo, la riflessione sui problemi della città, a cominciare da quelli quotidiani. Bene ha fatto, ad esempio, il vicesindaco La Verde a denunciare le condizioni in cui versa la città. Si, Avellino è sporca, ma non solo perché i costi di raccolta lievitano sempre più. Toccherebbe a noi che ci viviamo dimostrare un maggiore senso civico ed anche agli operatori procedere con maggiore attenzione alla raccolta evitando, come avviene in molte zone della città, di lasciare per strada ciò che fuoriesce da sacchetti chiusi male o che si aprono durante il lancio nel compattatore. Un piccolo aspetto sul quale, però, dovrebbero essere tutti d’accordo senza bisogno di dover scomodare il politichese stretto. Ma forse chiediamo troppo, molto meglio, invece, ringraziare agosto per averci “risparmiati”. Purtroppo, però, tra poco sarà settembre e le cose torneranno come prima perché tutti sono pronti a riprendere il proprio posto ed il proprio ruolo.
Ahinoi, proprio tutti.

Claudio Papa
(domenica 24 agosto 2014 alle 09:30)
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