Irisbus e Isochimica: lavoratori al Governo, è l’ora delle risposte
* * Per tanti la “pausa estiva” non c’è stata. Tra questi, sicuramente per le tute blu della Irisbus e per gli ex operai dell’Isochimica, due vertenze che, seppure caratterizzate da tempi e modalità diverse, rappresentano lo specchio del diritto al lavoro dell’intera provincia. Questa mattina i lavoratori delle due fabbriche saranno insieme al centro sociale “S. Della Porta” per chiedere al mondo sindacale e politico irpino di bussare alle porte del Governo per avere risposte definitive su entrambi i fronti. A convocare l’assemblea, il consiglio di fabbrica della fabbrica di Valle Ufita insieme alle segreterie provinciali di categoria di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uil, Ugl metalmeccanici e Fismic. I 300 operai di Flumeri sono con il fiato sospeso dalla scorsa primavera quando la costituzione del polo unico del trasporto con i colleghi bolognesi della Breda Menarinibus e la costituzione della new co tra Finmeccanica e King Long Italia, sembravano cose fatte. Invece ad oggi ancora si attende la convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico del tavolo finale quello a cui apporre le firme per la conclusione dell’operazione e stappare bottiglie di spumante per la ripresa delle produzioni in Valle Ufita bloccate notte tempo dalla Fiat. All’orizzonte l’unica data certa che pesa come un macigno sulle spalle dei lavoratori, quella del 15 ottobre quando per loro partiranno inderogabilmente le procedure di mobilità. Nei prossimi giorni i parlamentari irpini incontreranno il sottosegretario al Mise Claudio De Vincenti: dal vertice dovrebbero uscire parole di chiarezza su cosa realmente stia accadendo a Roma e se la trattativa uscirà dal pantano in cui sembra bloccata. Ma gli operai chiedono, insieme alle segreterie sindacali, un incontro con il premier Matteo Renzi. Tempi e modalità della nuova mobilitazione romana saranno stabiliti questa mattina in assemblea.
La richiesta è la stessa degli ex operai Isochimica che chiedono al mondo sindacale e politico irpino di riservare alla loro vertenza la stessa importanza di quella dei lavoratori di Flumeri. «L’interlocutore a cui arrivare per avere risposte definitive è lo stesso, il Governo. Centinaia di famiglie, le nostre e quelle degli operai Irisbus, stanno pagando le conseguenze di una cattiva organizzazione del lavoro. Le due vertenze sono entrambe figlie di una politica che in questi anni ha fallito. La nostra lotta al momento appare ancora sospesa nel nulla, nonostante siano passati tanti anni e le nostre condizioni, sia di salute che economiche, stiano peggiorando. Vogliamo che si viaggi su un unico binario e che si dia a tutti i lavoratori la stessa importanza» dicono gli ex scoibentatori che questa mattina si uniranno ai lavoratori Irisbus.
Dunque l’autunno caldo del lavoro irpino si è anticipato e non di poco: settembre è alle porte e per la ripartenza dello stabilimento di Flumeri e per i prepensionamenti degli ex operai di Borgo Ferrovia, affetti da gravi patologie asbesto correlate, il Governo dovrà dare risposte non più rinviabili.
Ro.Fi.
(martedì 26 agosto 2014 alle 01:34)
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