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Irisbus: sindaci irpini al fianco degli operai. Renzi ci ascolti
* * «Mai come adesso ognuno deve fare la sua parte, non abbiamo più tempo da sprecare». Dopo la lettera inviata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il gruppo più tenace dei 300 operai Irisbus continua a tenere alta l’attenzione chiedendo ai rappresentanti politici delle istituzioni locali, regionali e nazionali di far sì che non sfumi l’unica possibilità di veder riaprire i cancelli della fabbrica di Flumeri. «Non abbiamo un piano B» afferma Dario Meninno da Castel Baronia, dove il sindaco Felice Martone ha riunito le tute blu del posto, le organizzazioni sindacali e i colleghi amministratori dell’Ufita e della Baronia. All’incontro, convocato per fare il punto della situazione sull’impasse in cui sembra impantanata la newco Industria Italiana Autobus, con partecipazione di King Long Italia e Finmeccanica, che dovrebbe prelevare lo stabilimento, è intervenuto in duplice veste di sindaco e parlamentare, Luigi Famiglietti al quale è stato affidato il compito di “pungolare” i vertici governativi. «In effetti ci siamo resi conto che il Governo, ed in particolare il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, credono fermamente nel progetto del Polo Unico – chiarisce il delegato Fiom, Meninno – Eppure non ci abbandona la sensazione che qualcuno possa cambiare idea». Il terrore degli operai è che tutto scivoli via nel silenzio, che agosto passi in fretta e che neanche entro ferragosto, data – limite posta da Stefano Del Rosso amministratore delegato del colosso cinese, verrà presa qualche decisione definitiva.
“Incisività” è la parola utilizzata più volte dal sindaco Martone che ricorda di appartenere «alla categoria di quelli che in qualche modo se la sono cavata essendo rientrato fra gli “esodati” dell’Irisbus. Sono entrato in quegli uffici a 23 anni, e sono stato dipendente della Fiat – Iveco per 35 anni. Oggi da amministratore non posso abbandonare i miei ex colleghi, di cui ben conosco la vertenza e i drammi che stanno vivendo». Felice Martone era il responsabile dell’ufficio metodi, uno dei dipendenti che organizzava il lavoro nello stabilimento flumerese. Da un po’ di tempo si trova dall’altro lato della catena di montaggio, ma insieme ai sindaci del circondario, si dice pronto a fare la sua parte. Al confronto di Castel Baronia sono stati presenti i sindaci di Grottaminarda, Frigento, San Sossio Baronia, il vicesindaco di Flumeri, il Presidente del Consiglio Comunale di Ariano, un delegato della giunta di Sturno, e la segretaria dell’assessore regionale Severino Nappi, Carmen Avitabile.
Leda Palma
(sabato 9 agosto 2014 alle 20:22)
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