Officina dei saperi: idee in cerca di casa (di Mattia Iuliano)
* * Di Mattia Iuliano*
br> Avellino è una città che pur avendo un potenziale enorme in termini di iniziative, manca di uno spazio in cui poter realizzare un progetto unitario ed innovativo, per cui i singoli eventi rimangono fini a se stessi. Creare uno spazio fisico all’ interno della città significherebbe finalmente riuscire a coinvolgere la nostra generazione che trova sempre più difficoltà nell’ essere ascoltata e nell’essere partecipe dei processi decisionali cittadini. Per tale ragione abbiamo strutturato il progetto “Officina dei Saperi”, che si pone come obiettivo la creazione di uno spazio materiale ed immateriale che eviti che Avellino diventi l’ospizio della Campania. Abbiamo iniziato così la nostra “battaglia alla noia” in città, ponendoci come principale obiettivo quello di costruire dal basso un nuovo modo di vivere la socialità. Come studentesse e studenti più volte abbiamo posto l’esigenza di aprire uno spazio di discussione pubblico sul futuro della città, ciò che ci continua a sembrare urgente è anche però l’apertura di uno spazio per costruire attività mutualistiche, ricreative e sociali volte alla popolazione studentesca e non. E’ un tema all’ordine del giorno non più rinviabile. Pesa l’assenza di un centro attraversabile dall’associazionismo giovanile cittadino così come dai tanti giovani che con noi condividono il bisogno di incontrarsi, socializzare, sperimentare percorsi di crescita che puntino sull’autonomia e la creatività individuale e collettiva. Per settimane abbiamo provato per questo ancora a far parlare nella città del progetto “Officina dei Saperi” costruendo lungo il Corso, con i pochissimi mezzi a disposizione la nostra idea di spazio; nelle settimane scorse con aule studio e chitarre acustiche, abbiamo organizzato una mostra fotografica dal titolo " le radici ca tieni" e abbiamo continuato nei giorni successivi con mostre di ceramica, opere d' arte e graffiti, monologhi teatrali e concerti.
I giovani fotografi di Avellino hanno collaborato esponendo le foto che ricordano la città, tra queste vi erano anche quelle del Mercatone, che ormai è diventato evidentemente il simbolo dell' incuria, dell' abbandono della città, dei soldi spesi male, anzi malissimo e dell' incapacità di riuscire ad avere un' idea di città. Spazi inutilizzati, soldi spesi male, strutture affidate ad associazioni per motivi veramente dubbi, Avellino è da troppo tempo tutto questo. Esempio palese del disinteresse verso nuove forme di socialità e cittadinanza è anche la soluzione che è stata trovata per la casetta di vetro di Piazza Kennedy: essa è evidentemente un palliativo, significa non capire che il problema di Avellino non è solo l'ordine pubblico, ma è sociale e culturale. Rendere quello spazio una zona sana, un'officina di saperi, un laboratorio di discussione dovrebbe essere uno degli interessi maggiori dell’ amministrazione, nell’ ottica di riqualificazione degli spazi urbani tanto propagandata durante la campagna elettorale. Stiamo riscontrando infatti enormi difficoltà nel costruire ,anche solo per un lasso di tempo limitato, il nostro progetto di spazio. Ogni struttura inutilizzata all’ interno della città ci è stata posta come inaccessibile, nonostante la nostra disponibilità ad assumere ogni responsabilità dell’organizzazione e le rassicurazioni sulla sostenibilità economica del progetto; casi palesi sono quelli della biblioteca del Samantha della Porta e di Villa Amendola, che dopo un’iniziale disponibilità dichiarata si sono risolte con un mero diniego. Non è il caso di elencare gli episodi di estenuanti ed infruttuose trattative con i vari rappresentanti l’amministrazione comunale avviate dallo scorso autunno, ma vorremmo almeno evidenziare il loro comune atteggiamento di finta attenzione verso i problemi da noi posti e la successiva assenza di alcuna concreta iniziativa. Speriamo che nelle prossime settimane ci sia maggiore apertura e reale voglia di confrontarsi, non solo sulla questione degli spazi, ma anche su tante, troppe, questioni sociali e culturali riguardanti i giovani che da troppo tempo aspettano una risposta.

*coordinatore provinciale dell’Unione degli studenti
(martedì 5 agosto 2014 alle 18:14)
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