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Ad Ariano non vogliamo la badante, il Pd locale può farcela da solo
* *di Lello Castagnozzi

«Encomiabile. Non trovo aggettivi migliori. Il suo intervento che ho seguito su “Canale58” e su “ Il Ciriaco ” è da encomio (Castagnozzi si rivolge alla consigliera regionale del PD Rosetta D'Amelio). L’apprezzamento va soprattutto al fatto che per prima si è resa conto che esiste un problema Ariano e va affrontato. Il fatto che lei se ne sia accorta per prima è una bugia cui mi piace ricorrere volentieri. Appartengo al PD dalla sua fondazione, ne ho percorso tutte le travagliate tappe che ci hanno portato da Prodi fino a Renzi. A livello nazionale il Partito Democratico sembra molto cambiato dagli ultimi anni. Ci troviamo di fronte a un decisionismo infaticabile, a una corsa contro il tempo, a un rinnovamento fin troppo spinto e con effetti fin troppo lusinghieri se guardiamo al risultato europeo.
Purtroppo, egregia onorevole D’Amelio, io come lei, viviamo ai margini dell’impero, nella periferia più desolata. Lei, negli anni, devo darle merito, si è costruita una figura di tutto rispetto nel panorama politico avellinese e regionale. È una leader, ha parola in capitolo, è, per questo, rispettata e, forse, temuta. Non mi fraintenda, la prego. Non temuta nel senso che genera terrore nelle fila dei militanti del PD ma, temuta nel senso che pochi si permettono di sfidarla sul piano politico. Lei, insieme a pochi altri, è artefice della politica provinciale, ne muove le fila, ha una sua concezione del partito che condivide con altri, in parole povere, rappresenta, in termini politici, qualcosa di tangibile in questa provincia. Proprio per la sua autorevolezza mi permetto di chiederle: ma veramente non si era accorta del problema Ariano? .
Effettivamente non aveva realizzato le magagne che si consumavano e, purtroppo, continuano a perdurare nel Circolo PD di questa Città? Ariano conta circa 24 mila abitanti con 21 mila elettori. Una bella realtà, non crede? Ma, soprattutto non crede che questa bella realtà ha bisogno di sprigionare e liberare le forze che in questo momento sono imbrigliate da una situazione politica paludosa e cieca? L’altra parte del PD, quella parte espulsa, svilita, inascoltata ma vincente, tanto da esprimere il consigliere più votato dell’intero Comune, aveva lanciato la proposta delle primarie a gennaio sulla scia della direzione provinciale che sanciva accordi di centro sinistra e primarie entro il 16 marzo; quella stessa parte del Partito Democratico chiedeva l’apertura di un nuovo Circolo, “Circolo E. Berlinguer”, non per avere l’orticello proprio, ma per fare politica, iniziando dalle primarie, per proseguire con un’alleanza di centro sinistra e un programma che avrebbe rappresentato il laboratorio politico non solo di Ariano ma di tutta la Valle Ufita.
In quella stessa Direzione Provinciale furono accolte le richieste per l’apertura di due nuovi circoli ad Avellino. Non le sembra un controsenso? Sette orticelli ad Avellino, dei quali molti senza neppure una sede, nessun circolo ad Ariano; perché questa è la realtà: ad Ariano Irpino non esiste nessun Circolo del PD se non sulla carta: ecco il motivo e la richiesta di apertura di un nuovo circolo. Chi ha paura di Ariano? La nostra città è volutamente tenuta a freno per motivi di potere politico? Se come alle europee, Ariano, riuscisse a esprimere il 30% in qualsiasi situazione politica, ho l’idea, che questo raffigurerebbe un problema per la dirigenza provinciale. Potrebbe, Ariano, rappresentare quell’”aggiungi un posto a tavola” che a molti in provincia fa storcere il naso. Mi rendo conto di essere malevolo facendo queste considerazioni ma, gli atteggiamenti tenuti e le spiegazioni fin qui addotte sono così grossolani da svilire completamente il quadro e i quadri politici della nostra provincia e alcuni aspetti sfiorano la villania quando ci si permette persino di non rispondere ai quesiti che vengono proposti e riproposti sia verbalmente che per iscritto alla Direzione Provinciale. Adesso, da quello che ho capito, lei vorrebbe affibbiarci una “badante politica” che ci accompagni in un processo di cambiamento. Non crede che la sua proposta sia un tantino avvilente? Non crede che in tutta Ariano possano esistere personalità politiche capaci di gestire un processo di cambiamento e di rinnovamento in grado di portare il Partito Democratico al livello che merita per una città di queste dimensioni? Non crede che abbiamo il sacrosanto diritto di avere un luogo dove esprimere le nostre idee politiche, dove progettare e far crescere le risorse che questa Città ha sempre espresso, un luogo dove sia bandito per sempre il mercimonio delle tessere? Vuole dare un segnale politico forte? e allora spinga affinché ci venga, giustamente, concessa l’autorizzazione per l’apertura del nuovo Circolo Berlinguer, lei che fu la prima ad opporsi perché al momento della richiesta di autorizzazione, eravamo in prossimità delle elezioni amministrative, anche se mancavano sei mesi. Adesso le elezioni sono passate con buona pace del risultato, non credo che lei, insieme alla Direzione Provinciale, voglia attendere alle prossime elezioni regionali per cercare una risposta o un’ulteriore giustificazione a un’eventuale e probabile dilazione.


* Iscritto al PD e ex componente Assemblea provinciale
(mercoledì 30 luglio 2014 alle 16:05)
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