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"Crisi Sita? Nulla di nuovo: la politica non investe sui trasporti"
* **di Luca Pappalardo dell’associazione In_Loco_Motivi

Crisi nell’azienda SITASUD: un’altra mazzata per il trasporto pubblico locale in Campania, c’è poco da aggiungere. Nello specifico della provincia di Avellino, nulla di nuovo, semplicemente scontiamo le scelte fatte nella politica dei trasporti negli ultimi anni, in particolare dal 2010.
Già allora avevamo intuito che sarebbe stato l’inizio della fine per il trasporto pubblico in Irpinia: nello stesso anno vennero cancellati i collegamenti ferroviari diretti tra Avellino e Napoli, chiusa al traffico la linea Avellino – Rocchetta, ridotti drasticamente i collegamenti con Benevento e Salerno; negli anni successivi ulteriori tagli che hanno portato alla eliminazione dei collegamenti regionali sulla Benevento – Ariano Irpino – Foggia, all’eliminazione del collegamento giornaliero Avellino – Roma ed al funzionamento “part-time” della stazione di Avellino.
Ma è finita qui, per peggiorare ulteriormente la situazione l’amministrazione regionale ha proseguito con il taglio di chilometri su gomma soprattutto a scapito delle zone dell’Alta Irpinia e dei collegamenti interprovinciali oltre alla ben conosciuta chiusura della funicolare di Montevergine. Un territorio, come è attualmente il nostro, privo di servizi ferroviari è destinato per sempre all’isolamento perpetuando così lo spopolamento della provincia, la depressione economica ed il superaffollamento delle aree metropolitane.
Una classe politica che non è in grado di investire nel trasporto su ferro per garantire la mobilità di un’intera provincia e per riequilibrare il distacco che c’è tra zone interne ed aree costiere e tra Napoli e le altre realtà campane evidentemente non è all’altezza del ruolo e non può limitarsi a propinarci l’Alta Capacità, che vedrà la luce forse tra 20 anni, come soluzione ai problemi odierni di mobilità. Eppure mentre altrove si spendono decine di milioni di euro per servizi non sempre efficienti e per salvare aziende in grossa difficoltà, qui basterebbe davvero poco per reinserire a pieno titolo Avellino e la sua provincia nel sistema di trasporto regionale.
A partire dai collegamenti ferroviari Avellino – Napoli che consentirebbero non solo di connettere in poco più di un’ora i due capoluoghi ma di garantire la mobilità verso le aree costiere di una vasta area che va dal serinese fino al solofrano ed al montorese; ripensare inoltre l’utilizzo della linea Avellino – Rocchetta che almeno fino a Lioni potrebbe essere utilizzata per il traffico pendolare.
Accanto a questo bisognerebbe ragionare concretamente dell’integrazione ferro – gomma, unico sistema per efficientare realmente il trasporto senza penalizzare il servizio reso ai cittadini. Ovvero ai mezzi su gomma spetterebbe il compito di integrarsi in alcune stazioni con i collegamenti ferroviari e distribuire i viaggiatori nelle varie località: un sistema ideale per la nostra provincia costituita in gran parte da tante frazioni e case sparse e che attrarrebbe tante persone verso l’utilizzo del mezzo collettivo. In periodo di elezioni europee, proprio questa condizione del trasporto pubblico locale in provincia di Avellino stride fortemente con quello che avviene in Europa dove le ferrovie, e più in generale il trasporto pubblico, vengono considerati un patrimonio ed un asset con cui sostenere lo sviluppo dei territori e con cui attrarre persone. Per noi invece il primo ostacolo si trova a Napoli, dove a Palazzo Santa Lucia evidentemente ignorano che anche Avellino, Salerno e Benevento appartengono alla Campania tanto che hanno riservato a queste provincie una lunga sequenza di tagli non solo nel trasporto pubblico. La battaglia per recuperare un trasporto pubblico locale degno di un paese civile vorremmo combatterla con al fianco i nostri rappresentanti ed amministratori locali, tra cui i tanti che parlano di area vasta e di collegamenti con Napoli e Salerno anche a scopi turistici, tutti progetti difficili da realizzare senza un sistema di trasporto all’altezza dei tempi.
(martedì 6 maggio 2014 alle 16:59)
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