Centro Autismo, le minacce da combattere a colpi di inchiostro
* *Se la storia ci ha insegnato a non sottovalutare il potere di una biro, oggi sappiamo che la guerra per l’affermazione dei diritti dei pazienti autistici irpini e per l’inaugurazione del polo sanitario ad essi dedicato verrà combattuta a colpi di inchiostro. E se di questo ne eravamo già sicuri ieri, da oggi ne siamo ancora più convinti.
La stampa irpina, da sempre attenta e vigile rispetto alle dinamiche che nel corso degli anni hanno riguardato il destino della struttura sanitaria di contrada Serroni, in questo momento è chiamata a svolgere in maniera ancor più pressante la propria funzione sociale interrogandosi su quelle ambiguità celate tra le righe della lettera anonima recapitata nella giornata di ieri al portavoce dell’Aipa Michelangelo Varrecchia, il cui intento intimidatorio, se venisse confermato dalle forze dell’ordine, darebbe chiaramente fondamento a quell’inquietante apparato di loschi interessi legati al futuro della struttura, più volte ipotizzato e pubblicamente denunciato dalla stessa associazione avellinese.
Interessi che sarebbero stati velatamente manifestati negli ultimi anni da privati che, in qualche modo, potrebbero aver contribuito ad ostacolare l’edificazione del Centro, tuttora in corso d’opera, attraverso possibili connivenze con la pubblica amministrazione che nel corso del tempo, per le famiglie dell’Aipa, si sarebbero rivelate sempre più plausibili.
Una lettera che, almeno per un attimo, prova a spegnere quei flebili raggi di sole che nelle ultime settimane sembravano aver rischiarato il cielo del cantiere di Valle, dopo la convocazione dei rappresentanti dell’Aipa a Palazzo Santa Lucia per la discussione della possibile erogazione degli ultimi fondi regionali necessari al completamento della struttura. Una questione, quella dei finanziamenti perduti e mai erogati, che si trascina indegnamente da oltre 10 anni e che rappresenta in qualche modo l’emblema dell’italica inefficienza amministrativa a fronte della garanzia dei diritti fondamentali del cittadino.
E se ci si può, ed anzi ci si deve necessariamente interrogare sui controversi contenuti della missiva, è certo che le modalità scelte dall’anonimo mittente per “spingere” Varecchia ad allentare i rapporti con il capo dipartimento della Asl Emilio Fina, siano senz’altro inquietanti. Innanzitutto ci si chiede il perché della formula anonima, pur rimarcando più volte la stima nutrita nei confronti di Varrecchia. E poi, perché evitare di menzionare apertamente il dottor Fina pur screditandolo con così tanta veemenza?
Da qui la richiesta di intervento diretto fatta dall’Aipa al procuratore della Repubblica di Avellino Rosario Cantelmo, ormai considerato come unica figura istituzionale del territorio meritevole di fiducia. Tanti i messaggi di solidarietà e vicinanza immediatamente giunti all’Aipa ed al suo portavoce da parte delle associazioni avellinesi che, come era giusto e doveroso aspettarsi, si sono dimostrate attente e sensibili a seguito dell’accaduto, sul quale sarà compito della Procura fare chiarezza.
Compito della stampa irpina, invece, quello di affilare le biro per sottolineare marcatamente la gravità di un episodio che, nel peggiore dei casi, potrebbe riavvolgere in un attimo il nastro delle più squallide storie di malaffare del Belpaese.

Fabrizio Nigro
(domenica 30 marzo 2014 alle 07:47)
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