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Dogana e stampa irpina, il Movimento cinque stelle si e "ci" informi
* *Non sputare in cielo che in faccia ti torna. I vecchi adagi popolari, si sa, insegnano tanto, e sottendono a quella verità incontestabile da ‘vicolo’ che soprattutto chi si fregia di essere ‘la gente comune’, dovrebbe conoscere, applicare e mai cadere nell’errore. Il riferimento è al Movimento cinque stelle, ed in particolare alla due giorni che ha visto in città l’arrivo di dieci deputati penta stellati per discutere delle vertenze irpine. In premessa spezziamo una serie di lance a favore del M5S: al netto di qualche passerella davanti ai cancelli della Irisbus, di sporadiche deposizione di corone dinanzi ai monumenti ai caduti, di sfilate da campagna elettorale, mai ad Avellino si erano visti in carne ed ossa parlamentari e senatori di alcun partito venire a toccare con mano le grandi questioni aperte. Così come, per amore di verità va sottolineato, che difficilmente di recente la politica ha riempito le sale di cittadini semplici e non soldati di partito, come avvenuto sabato sera al carcere borbonico.
Ma quando come nel caso del M5S l’agire politico non si limita alle sole proposte, ma è un quotidiano puntare il dito contro gli altri dai partiti tradizionali, ai giornalisti, ai sindacati, non bisogna sputare in cielo perché, appunto, in faccia poi torna. E non è una bella figura. La lettera aperta inviata oggi alle testate locali da Tiziana Guidi candidata a sindaco del M5S e attivista del Meetup, richiede una riflessione su un paio di punti, già sollevati nel corso del mini tour tra i cantieri di Avellino dal deputato cittadino irpino Carlo Sibilia. «Non ho mai visto nessun partito dare la possibilità di un simile confronto. Eppure qualche penna illuminata si chiede il perché di questo evento. Una delle testate locali non ha riportato una sola riga (…) Intendiamoci: il mio non è un attacco a nessuno. Una semplice sconsolata costatazione. Del resto se in Italia siamo al 76° posto per la libertà di informazione perché Avellino dovrebbe fare eccezione?» scrive Guidi facendo eco ad un’affermazione del deputato Sibilia che sabato ha a chiare lettere affermato «in Irpinia nessun giornale è libero». E’ vero che il concetto di ‘libertà di informazione’ è abbastanza complesso, ma non lascia margini di interpretazione la libertà di un giornalista di chiedersi il ‘perché’ di un evento, così come la libertà di una testata di scegliere cosa seguire e cosa no. Sarebbe interessante, e questo è un invito, conoscere il carteggio o le informazioni in possesso del deputato Sibilia in merito alla mancanza di libertà di informazione in Irpinia. Sparare nel mucchio è troppo comodo, faccia, onorevole, i nomi e i cognomi dei giornali ‘schiavi’ della provincia, dei giornalisti al soldo di chi o cosa, magari potrebbe in questo modo scoprire di sbagliarsi con quel ‘tutti’.
Sarebbe poi apprezzabile un po’ più di rispetto per i lavoratori di un settore dove il precariato la fa da padrone: forse i deputati cittadini scoprirebbero che il 90% dei cronisti locali non raggiunge neanche in 24 mesi quello che loro tengono per sé onestamente dopo aver rinunciato ai rimborsi elettorali.
Una lettura attenta di questi "giornalacci" potrebbe addirittura servire a non incorrere in errori grossolani: nel minitour in città i deputati «hanno trovato gli operai che lavoravano alla Dogana! Mi son detta “ma questi pensano davvero che siamo scemi? Non si lavora su quei ponteggi da mesi, arrivano i 5S e si “materializzano” gli operai? Di sabato, alle 13? Meschine figure che un'amministrazione seria farebbe bene ad evitare» scrive Guidi facendo sempre eco ad una convinzione già espressa dal deputato Sibilia: si mette in sicurezza la Dogana per non mostrare la vergogna ai deputati 5 Stelle. Innanzitutto una costatazione, che per alcuni può essere una scoperta: nel Sud Italia gli operai non vanno in paradiso il sabato, ma lavorano. Peccato poi che quei lavori di messa in sicurezza urgente dei ponteggi a protezione della Dogana fossero stati previsti da Palazzo di Città con una determina dirigenziale (la numero 980 del settore lavori pubblici ndr.) quasi un mese fa, affidati d’urgenza alla ditta Euro Gardenia di Chiusano San Domenico, dopo un sopralluogo effettuato da personale tecnico dell’ufficio di pubblica incolumità lo scorso 13 dicembre. Ben prima dunque dell’annuncio e della venuta dei deputati cittadini. Un intervento dettato forse dalla continua pressione del Comitato per la Dogana? O dalle quotidiane denunce di abbandono e degrado da parte dei cittadini del centro storico? O addirittura dalla volontà di un’amministrazione comunale di salvaguardare la pubblica incolumità? Sono solo dei dubbi chiaramente, ma che forse tutti coloro che stanno tra la gente, dovrebbero porsi. Se no, il rischio, è che in faccia ti torna e può capitare anche di parcheggiare la propria auto sulle strisce pedonali e riprendere il proprio gesto di inciviltà in un video propaganda rivolto ai cittadini per dire ‘noi siamo la gente’. Non una bella figura.
Rossella Fierro
(lunedì 13 gennaio 2014 alle 12:48)
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