"Riso Amaro" in Campania: le mondine di oggi nel video di Flai Cgil
**Un video denuncia, un reportage duro e drammatico della Flai Cgil Campania sulle condizioni lavorative delle donne nel settore dell’agricoltura. Immagini e racconti delle protagoniste che riportano alla mente quelle in bianco e nero di quel mondo raccontato da Giuseppe De Santis dove le mondine lavoravano per un pugno di riso. Le immagini, però, raccontate dalla Flai Cgil sono a colori e completamente attuali. Parlano del 2014 e delle donne di oggi, sia italiane che straniere, tutte accomunate dallo sfruttamento di molte aziende campane. Paghe da miseria e condizioni lavorative prossime alla schiavitù. Nove ore sotto al sole, sempre piegate a raccogliere quello che c’è da raccogliere. Mai un momento per raddrizzare la schiena perché «ci sgridano subito». Non si può andare in bagno, neanche se hai problemi di pressione alta o altro. Soldi? Meno di 30 euro a giornata «anche se ce ne fanno dichiarare 46 in busta paga» dichiarano le donne lavoratrici. «Ci trattano da bestie e la sera quando torniamo a casa non siamo più niente». E poi ci sono i castighi, quelli che arrivano quando non vai a lavorare perché non stai bene o quando provi a ripararti se piove. La punizione consiste in tutto, anche lavorare sotto la grandine a tirar su le serre. Questo per le italiane perché nel caso delle straniere la situazione è ben peggiore, soprattutto se non hai il permesso di soggiorno. La paga si abbassa, mentre aumenta il ricatto a cominciare dalle ore lavorative che sono sempre di più a prescindere dalle condizioni climatiche passando per le pretese sessuali dei datori di lavoro. «Per lavorare bisogna andare a letto con loro», denunciano nel video.
Una vita trascorsa tra i campi, a guadagnare pochi euro al giorno. E’ questa la condizione che vivono molte donne in Campania, ma le ripercussioni sono anche per la famiglia a cominciare dai figli che non vedono mai la loro madre. «Inizio a lavorare alle 5 o le 6 del mattino. Ho dovuto mandare i miei figli in una scuola privata perché quella pubblica apre alle 8,30. Ormai la scuola materna ha sostituito la madre».
Sfruttamenti in pieno consentiti a quei caporali che ora si chiamano autisti perché trasportano le lavoratrici dalle loro zone fino ai campi. Ma il discorso cambia poco perché in una giornata guadagnano sul lavoro degli altri. Eppure il modo di fermare tutto questo ci sarebbe come spiega Giovanna Basile della Flai Cgil Salerno: «Abbiamo dato vita a liste di iscrizione per i lavoratori da cui possono attingere le aziende». Un modo per tenere sotto controllo quello che succede nei campi evitando sfruttamenti o peggio il lavoro invisibile. Un disegno che andrebbe applicato a livello regionale sfruttando i tanti uffici di collocamento presenti in Campania, come spiega Giuseppe Carotenuto segretario generale Flai Cgil Campania.
Per ora, però, ad essere sfruttate sono solo le donne impiegate in questo settore, le cosiddette mondine del terzo millennio.

Marco Imbimbo


(martedì 11 marzo 2014 alle 15:03)
Più letti del mese
Muretto Comunication S.r.l.
© 2011 ilCiriaco. All Rights Reserved.   --- Gerenza ---

Tel: 08251912551 Tel&Fax: 08251912594 Mail: redazione@ilciriaco.it
Il materiale pubblicato, pur essendo di dominio pubblico, non puo' in nessun modo essere utilizzato.
La copia o riproduzione di testi e foto senza il consenso scritto della redazione di Il Ciriaco.it e' vietata!