La Clinica Montevergine tra nuovo Cda e riassetto futuro
* *Riorganizzazione dell'assetto societario, progetti di sviluppo futuri, nuove sinergie formative e di ricerca e chiarezza sui recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto la "Clinica Montevergine" di Mercogliano: questi i temi discussi questa mattina presso il Circolo della Stampa di Avellino dai vertici della struttura anche alla luce dei recenti episodi che hanno visto coinvolto il cardiologo Gaetano Mottola colpito da minacce telefoniche di morte.
L’azienda a gennaio ha subito una variazione Cda dopo l'acquisto delle azioni di Malzoni (30%) comprate per il 15% da Gaetano Mottola che ha raggiunto il 48% e per il restante 15% dal team composto dai medici Spidalieri, Tesorio e Rossi: «Questo Cda non è soggetto a controllo da chicchessia, certamente ci sono interessi da parte di gruppi imprenditoriali di acquisire la partecipazione sulla struttura ma – specifica il presidente della Casa di Cura, avvocato Paolo Iannone - si sta procedendo a tutta una serie di attività in maniera autonoma e indipendente affinché la struttura raggiunga i migliori risultati operativi e di fatturato e di servizi a favore della clientela». Una riorganizzazione che non escluderebbe ripercussioni occupazionali per i 270 dipendenti: «al momento non si parla in alcun modo di esternalizzazioni di servizi, qualunque azione intrapresa sarà solo nell’ottica di una migliore funzionalizzazione della struttura sanitaria nell'interesse dei pazienti». Poi il riferimento alle recenti minacce di morte ricevute dal dottor Mottola firmatario di alcune istanze presentate presso la II sezione del Tribunale di Napoli in merito alla rimozione del consiglio di amministrazione per gravi danni all’azienda: «siamo fiduciosi che si accerterà la verità attraverso le indagini in corso da parte della Procura della Repubblica e della Magistratura - dichiara Iannone -. Certo ci sono controversie rispetto alla proprietà che potrebbero influire su questi fatti. In ogni caso la Clinica Montevergine gode di ottima salute e i risultati lo confermano. Con la nuova equipe di primo livello di respiro internazionale l’assistenza è garantita con risultati di eccellenza. Il segnale che intendiamo dare è che si è creato un distacco tra l’aspetto manageriale e quello operativo rispetto a queste problematiche societarie, come del resto confermano gli ottimi risultati raggiunti in termini di fatturato, i riconoscimenti sia con la Regione che con l’Asl e la soddisfazione dei dipendenti».
La Casa di Cura Montevergine è una struttura privata accreditata al sistema nazionale votata all’alta chirurgia del cuore e rappresenta un vanto per la nostra regione ma che negli ultimi anni, secondo i vertici presenti «non ha espresso al meglio le proprie potenzialità a causa dell’instabilità e dei ricorrenti discordi tra i soci». A gennaio si è insediato, infatti, il nuovo consiglio di amministrazione che, partendo dal rinnovamento di tutti i responsabili di settore, ha provveduto a stabilire una nuova mission aziendale basata su tre obiettivi: potenziamento e consolidamento della produzione su base qualitativa, espansione della ricerca e un nuovo sistema di gestione del rischio clinico: «Per la produzione purtroppo questa Regione non consente di espandere la propria operatività ai malati extra regionali e quindi non ci permette di espanderci su base quantitativa –afferma l'amministratore delegato della clinica il dott. Vincenzo De Luca – così noi paghiamo la mobilità passiva verso altre regioni e non siamo in grado di creare un flusso attivo». Tra i progetti da portare avanti quello siglato con l’Università Federico II di Napoli per l’istituzione di un primo dottorato di ricerca coinvolgendo anche i dipartimenti scientifici di Lovanio (Belgio), di Berna (Svizzera) e del San Raffaele di Milano. Al riguardo sono previste 3 borse di studio per i ricercatori reclutati con bando internazionale. La clinica assicurerà un finanziamento di 200mila euro annui per 5 anni per un totale, quindi, di 1 milione di euro. «Vogliamo ampliare le prestazione garantendo tempi di attesa brevi e indici di risultato in linea con standard nazionali – continua De Luca -. L’equipe dei dottori Tesorio e Rubino è stata estromessa nel 2013 determinando una tendenza negativa nell’ultimo trimestre dell’anno passato e nel primo di quest’anno. Tendenza ora invertita. Adesso l’attenzione è rivolta anche alle emergenze cardiologiche, infatti, stiamo cercando di far entrare la Montevergine nella rete del 118». Secondo obiettivo è l’implementazione delle attività di ricerca che in futuro vedrà anche un accordo con il Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano e lo sviluppo di un sistema di gestione del rischio clinico: «dopo il declino del 2013 occorrono nuovi impulsi nel campo della ricerca clinica e di base, abbiamo costituito un comitato scientifico diretto dal dottor Giuseppe Lembo – spiega -, inoltre in molte regioni italiane i sistemi di accreditamento si basano già su meccanismi di gestione del rischio clinico, così, a marzo abbiamo avviato questo progetto basato sul concetto di “imparare dall’errore” introducendo un processo di segnalazione di ogni evento avverso che avviene in azienda». Fissato anche un termine, dicembre 2015, entro il quale la Montevergine prevede di raggiungere l’adempimento di tutte le 11 best practices applicabili e la sostituzione di tutte le apparecchiature di emodinamica».
Parola d’ordine è semplificazione secondo il direttore sanitario Vittorio Mancaniello: «La riorganizzazione sanitaria passa attraverso la parola semplificazione basata su linee di responsabilità per questo sono stati individuati 5 raggruppamenti medici che offrono assistenza in autonomia. In più stiamo istituendo anche un dipartimento che avrà il compito di coordinamento e di scoprire possibili sinergie intra e inter dipartimento in grado di capire quali sono gli elementi migliorativi metodologici e organizzativi attraverso contributi costruttivi. Come si riesce a realizzare una cultura diffusa? Non vogliamo burocrazia sanitaria e amministrativa e che l’interesse personale prevalga su quello pubblico. L’assistenza al paziente per noi è un dovere, per questo chiediamo una presenza massimale dei medici in clinica incentivando anche la loro attività intramoenia».
«Da irpino e da medico di lungo corso all’interno della clinica, sono orgoglioso per questo momento di importantissima crescita di una clinica all’avanguardia per procedure e pazienti curati e che per moltissimi anni è stata la prima per emodinamica in Italia – conclude il responsabile della cardiologia invasiva di Emodinamica dott. Tullio Tesorio -. Quindi l’obiettivo è coniugare le procedure effettuate con un confronto e scambio culturale continuo e sistematico con quelle che sono considerate le più importanti scuole di chirurgia. La qualità e l’appropriatezza del singolo trattamento nascono dall’essere aderenti alle linee guida internazionali ed è ciò che ci proponiamo di fare».
Francesca des Loges
(giovedì 28 agosto 2014 alle 13:18)
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